Ora che Linux è pronto per le masse, cosa serve per fargli spiccare il volo?
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I pinguini, si sa, non sono in grado di volare, ma non mi stupirei se il nostro Pinguino, quello con la “P” maiuscola, fosse capace anche di questo. Già, perché il Pinguino è stato in grado di fare tante cose, come trasformarsi da un sistema di nicchia ad un sistema che ormai può essere ritenuto pronto per le masse e veramente alla portata di tutti. Di questo fatto se ne sono accorti in molti, tant’è che anche i media ne hanno parlato, sfruttando l’uscita di Hardy Heron come occasione per parlare di questo OS “da smanettoni”, ma che oramai tanto da smanettoni non è (o quantomeno non solo).
Su distro-review è stato pubblicato un interessante articolo che illustra 10 ragioni per cui Linux ha ormai superato gli stereotipi con cui veniva storicamente etichettato (è difficile, poco intuitivo, è roba da nerd etc.). In sintesi le ragioni sono:
- eccellente supporto multimediale;
- 100% user oriented;
- i gestori di pacchetti delle varie distro funzionano come “un negozio online dove tutto è gratuito”;
- costo;
- aggiornamenti frequenti;
- possibilità di adattare il sistema alle proprie esigenze;
- il fattore “wow” (dopo aver visto Compiz-Fusion all’opera);
- comunità;
- varietà;
- niente più linea di comando.
Sulla base di queste ed altre ragioni si pùo quindi affermare che Linux è pronto per le masse. Viene però spontaneo chiedersi se le masse siano pronte per Linux. In altri termini, riprendendo il titolo del post, di cosa ha bisogno il Pinguino per spiccare il volo?
Il problema è che le ragioni precedentemente elencate presuppongono di avere Linux installato o quantomeno di essere a conoscenza di tale OS. La maggior parte delle persone non ha mai provato Linux e probabilmente non lo farà mai. Cambiare sistema operativo è una operazione troppo onerosa per molte persone ed inoltre perché mai dovrebbero farlo se pensano che il loro computer funzioni bene?
Secondo me finché le persone troveranno Windows preinstallato sui computer senza neanche sapere che esiste un’alternativa la situazione difficilmente cambierà. Quello di cui Linux ha veramente bisogno è un marketing adeguato. Le persone devono sapere che Linux esiste ma questo dovrebbe avvenire quando si recano al negozio a comprare un computer e non solo perché gli viene detto dall’amico “smanettone” che cerca di convincerli a passare all’Open Source, perché come detto sopra, in questi casi i buoni motivi per effettuare il passaggio non bastano.
Fortunatamente diverse aziende stanno investendo sull’Open Source come Dell con i computer con Ubuntu preinstallato o Asus con l’ormai famoso EeePC. Speriamo di veder aumentare iniziative di questo tipo in modo che il Pinguino possa finalmente spiccare il volo e ottenere la giusta diffusione che merita.

May 6th, 2008 at 6:03 pm
Pienamente d’accordo con te
May 6th, 2008 at 9:11 pm
Non posso che darti ragione. Se, come ha fatto Walmart,
cominciassero ad apparire nelle grandi catene di distribuzione
inizialmente PC a basso costo con GNU/Linux a bordo nel giro di
poco tempo la diffusione diventerebbe capillare. Speriamo che
qualcuno abbia il coraggio di iniziare: io da parte mia sto
cercando di convincere un amico con un negozio di PC a vendere
macchine con Linux preinstallato: vedremo come va a finire
May 7th, 2008 at 6:26 pm
@ Ercolinux
Penso anche io che i pc a basso costo siano il modo migliore per “sdoganare” Linux visto che solo montando Linux i produttori possono contenere al massimo i costi dato che non devono pagare la licenza di Windows e possono produrre pc con caratteristiche modeste che vanno bene per Linux ma non sarebbero sufficienti per XP (figuriamoci Vista).
July 14th, 2008 at 9:01 pm
Anch’io sono dell’ipotesi che al mondo Linux manca una buona
strategia di marketing. Il problema è che essendo il mondo Linux
così ampio e variegato (tante distro e “filosofie” diverse) risulta
difficile unire le forze. Certo che distribuzioni come *ubuntu,
OpenSuse o Fedora possono permettesi più di altre strategie di
marketing di massa. Il caso della fondazione Mozilla con Firefox è
un ottimo riferimento di marketing (anche virale) di un prodotto
Open Source. Ovvio che poi ci vogliono i grandi produttori di pc
che diano una mano, senza di loro non si va da nessuna parte…
November 16th, 2008 at 2:34 pm
Uso linux da anni, e da due anni a questa parte c’è stata una crescita esponenziale per quanto riguarda la multimedialità, gli effetti desktop e l’utilizzo della riga di comando. Visto che ho comprato un portatile che in america viene venduto con Linux (e non è il tanto blasonato dell xps), sono sempre più fiducioso verso il nostro sistema preferito
November 17th, 2008 at 6:40 pm
Già, poi ultimamente i netbooks con il pinguino stanno spopolando
January 5th, 2009 at 1:22 pm
Il problema di base è che la diffusa ignoranza in materia (intesa
come non conoscenza delle cose). Purtroppo non tutti si documentano
ed ampliano le frontiere della loro conoscenza. Spesso (e questo
capita fin troppo spesso), mentre riparo i computer di amici, che
poi diventano amici di amici di … (insomma la gente più
disparata), appena dico che potrebbero cambiare OS e passare a
Linux noto nelle loro espressioni un encefalogramma piatto: altro
OS? E che vuol dire?. Appena poi gli faccio vedere il mio portatile
restano a bocca aperta, ma solo al pensiero di cambiare lo status
quo delle cose il terrore si impossessa di loro. Purtroppo finché
la normalità sarà avere Windows la vita sarà dura. Meno male che
molte aziende stanno capendo i risvolti positivi di linux. La cosa
che più mi arrabbiare è quando all’università mi trovo costretto a
consegnare progetti in formato proprietario Microsoft o mi vengono
imposti programmi sicuramente non Open Source. Comunque io
diffonderò sempre e ovunque il messaggio del Pinguino…